7 gennaio 2011 at 18:25 (...)

Si accorse che l'amore era finito
come quando lavorando a un libro,
correggendo, tagliando, rivedendo
l'ennesima versione martoriata,
per stanchezza una sera disse Basta!
non riuscirò mai a venirne a capo -
Ma al mattino, leggendo a mente fresca
i fogli su cui s'era disperata,
vide che non c'era da affannarsi
per cambiare più nulla:
l'opera aveva preso la sua forma
e ormai era già cosa passata.

9 commenti

  1. anonimo ha detto,

    … perfetta

  2. nonsonoqui ha detto,

    Grazie, Anonimo o Anonima: fin troppo gentile.
    Mi piacerebbe tuttavia una firma, non fosse altro per distinguerti da altri eventuali anonimi…

  3. anonimo ha detto,

    vengo da portella bifuto, ogni tanto mi piace passare da qui perché mi piace quello che in altro tempo e luogo è scritto, per la lingua piana e controllata, per la dignità sommessa che esprimono le figure di cui si narra, per altro ancora.

  4. linodigianni ha detto,

    si,un piccolo orto concluso, alle spalle..

  5. nonsonoqui ha detto,

    oramai scrivo sempre di meno…

  6. anonimo ha detto,

    questo è un bene. quando si esaurisce una vena, col tempo, se ne apre un'altra. sc.

  7. colfavoredellenebbie ha detto,

    mi piace moltissimo.

  8. nonsonoqui ha detto,

    Chi scrive certo si riconosce nel paragone di questa poesia:-)
    Anche se non so se funzioni per tutti: c'è chi continua sempre a rivedere e tormentare quello che ha scritto, anche dopo averlo già pubblicato, in alcuni casi…

  9. almerighi ha detto,

    generalmente un pezzo per me è sempre aperto, anche se stampato su un libro

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