Si accorse che l'amore era finito
come quando lavorando a un libro,
correggendo, tagliando, rivedendo
l'ennesima versione martoriata,
per stanchezza una sera disse Basta!
non riuscirò mai a venirne a capo -
Ma al mattino, leggendo a mente fresca
i fogli su cui s'era disperata,
vide che non c'era da affannarsi
per cambiare più nulla:
l'opera aveva preso la sua forma
e ormai era già cosa passata.

anonimo ha detto,
7 gennaio 2011 a 23:05
… perfetta
nonsonoqui ha detto,
8 gennaio 2011 a 23:25
Grazie, Anonimo o Anonima: fin troppo gentile.
Mi piacerebbe tuttavia una firma, non fosse altro per distinguerti da altri eventuali anonimi…
anonimo ha detto,
11 gennaio 2011 a 00:36
vengo da portella bifuto, ogni tanto mi piace passare da qui perché mi piace quello che in altro tempo e luogo è scritto, per la lingua piana e controllata, per la dignità sommessa che esprimono le figure di cui si narra, per altro ancora.
linodigianni ha detto,
11 gennaio 2011 a 03:31
si,un piccolo orto concluso, alle spalle..
nonsonoqui ha detto,
14 gennaio 2011 a 19:56
oramai scrivo sempre di meno…
anonimo ha detto,
22 gennaio 2011 a 21:40
questo è un bene. quando si esaurisce una vena, col tempo, se ne apre un'altra. sc.
colfavoredellenebbie ha detto,
1 marzo 2011 a 22:49
mi piace moltissimo.
nonsonoqui ha detto,
2 marzo 2011 a 08:21
Chi scrive certo si riconosce nel paragone di questa poesia:-)
Anche se non so se funzioni per tutti: c'è chi continua sempre a rivedere e tormentare quello che ha scritto, anche dopo averlo già pubblicato, in alcuni casi…
almerighi ha detto,
23 marzo 2011 a 12:37
generalmente un pezzo per me è sempre aperto, anche se stampato su un libro