6 ottobre 2010 at 14:15 (...)

Risparmiata dai massimi perigli
- dai tegoli dai tetti, dai cicloni,
dalla fame e le persecuzioni,
dai terremoti e dall'accattonaggio
dalla guerra e da tutti i tremori
che nemmeno si osa nominare -
del dolore seppe solo il comune 
che tocca a ogni vita oltre il suo fiore. 
In compenso conobbe la miseria
dei suoi limiti all'atto della prova:
non le riuscì mai di essere buona
se non  entro l'errata attribuzione
di meriti da parte dei distratti
e di chi vede il bene in ogni cosa 
o fraintende del tutto l'intenzione.
O solo in negativo, per accidia, 
per viltà e mancanza d'ambizione, 
per salvarsi dal mondo, e per oblio.

7 commenti

  1. anonimo ha detto,

    Un saluto
    Maria Assunta Palermo

  2. nonsonoqui ha detto,

    Ho cancellato un commento OT che non aveva niente a che vedere con questo blog e verteva su  squallide diatribe di persone a me sconosciute.

    Pregherei di evitare questo tipo di schiamazzanti intrusioni.
    I litigiosi cerchino di restare nei loro cortili.

  3. anonimo ha detto,

    Autore: f.almerighi
    ragazzi, la situazione è grave ma non seria, direbbe Flaiano.

    Resta il fatto che su gentechescrive si stanno raggiungendo punte di semi analfabetismo non indifferenti, consiglio alle insigni penne di questo sito, me incluso

    perchè no, di andare un attimino a sciacquarsi i panni in Arno, oppure, perchè no nei casi più gravi, di sciacquarsi direttamente in Arno dentro i panni, ma con

    qualche sasso in tasca.

    Possibile che tutti quanti si stia facendo del nostro peggio per la e-poetry; che un Santhers, scriva “pellicia” in un suo indimenticabile recente verso, o come in altri

    casi spesso e volentieri ha fatto, riducendo grammatica e sintassi a una mera opinione ci può stare, vista la vena innovativa del soggetto, ma che sempre più, illustri

    colleghi, ci troviamo di fronte a titoli sbagliati, versi scritti col culo senza magari una malacopia, e altre simili amenità non fa bene alla poesia, tantomeno al sito,

    tantomeno a tutti noi.

    Sarebbe il caso:

    a. iscriverci tutti alle squole serali (ops, scusate il refuso!)
    b. fare una malacoppia (ops! di nuovo) del testo da pubblicare
    c. sacrificare pecco sull’altare di un rinnovato rito incaico
    d. invocare la redazione di darci la possibilità di correggere
    e. rileggere in anteprima, prima dell’orgasmo di cliccare il tasto Pubblica
    f. se sbaglio mi corrigerete (Sua Santità Giovanni Paolo II)

    e non si dica che sono distruttivo e non faccio proposte.

  4. nonsonoqui ha detto,

    A noi di tutto ciò, Almerighi, nulla importa.
    Come ho già detto, preferirei che si evitasse di venire qui a portare le sterili polemichette di altri cortili.

    Questo tuo nuovo "commento", che commento non è, lo lascio in vista tanto perché i passanti sappiano a cosa mi riferisco. Ma, come già ho fatto per un altro precedente, cancellerò i successivi dello stesso genere, se mai ce ne dovessero essere.

  5. iltrenoavapore ha detto,

    Ciao.

  6. anonimo ha detto,

    I tuoi versi mi mancano. Ci ripenso di tanto in tanto, mentre leggo qualcosa e una frase mi riporta a cose che scrivi.
    Ad una poesia su un addio che tanto mi colpì.
    A vecchi amanti. A passeggiate e solitudini.

    Ti aspetto. Tullia

  7. nonsonoqui ha detto,

    Un saluto e un augurio affettuoso per l'anno nuovo ai miei lettori. Chissà, forse con l'anno nuovo potrebbe ritornarmi la memoria e la voglia di scrivere altre storie.
    Vedremo.

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